Archivi tag: modellismo

Ritagliare parti per modellismo con il Silhouette Cameo

Conclusi i progetti precendenti, finalmente sto iniziando ad utilizzare il Silhouette Cameo per un po’ di prove a scopo modellistico.

Per ora sto tagliando dei mascherini in vinile e delle parti in plasticard da 0.2mm e devo dire che la macchina si comporta benissimo.

Allego un po’ di foto delle prove:

Cutting Vinyl with a Silhouette Cameo

Al momento, per tagliare, sto usando una versione modificata di Robocut, un software open source per Ubuntu. In attesa di rilasciarla, chi fosse interessato può contattarmi per averne una versione libera di test.

Leggete Fantascienza.com?

A mia totale insaputa, ma con grandissimo piacere e stupore, oggi è uscito un articolo su Fantascienza.com (www.fantascienza.com) che parla dei miei lavori.

L’autore è l’amico Stefano Tanci, che  ringrazio per l’incredibile sorpresa :)

Per chi vuole dargli un’occhiata l’indirizzo è: http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/17096/l-arte-di-alessio-bernesco-la-vore/

:)

Levigatrice per modellismo

La levigatrice per modellismo, prima versione

Avevo già avuto in passato una levigatrice per modellismo, ricavata da un vecchio spazzolino da denti, ma aveva diversi difetti:

  • basso numero di oscillazioni: quindi pochissima precisione, dovendo supplire con una maggiore pressione applicata
  • funzionava a batterie: finivano quando serviva lo strumento e in casa non c’era mai il cambio
  • testina adesiva: l’abrasivo veniva applicato con un pezzo di biadesivo, scomodo da sostituire e facile da staccarsi durante l’uso
  • bassa qualità della meccanica: dopo un mese di utilizzo cadeva a pezzi

Nonostante questi difetti lo strumento è eccezionalmente comodo per le operazioni generiche di carteggiatura e di lucidatura e ho deciso quindi di produrne una versione “migliorata” lavorando sui difetti della prima versione.

La scelta dello spazzolino

Questa volta ho deciso di partire da uno strumento che di base fosse qualitativamente buono.

Approfittando di un’offerta ho preso questo Oral B della Braun, attratto fondamentalmente da due fattori:

  • ha un’alto numero di oscillazioni al secondo
  • è ricaricabile tramite una comoda base

Inoltre l’impressione è quella di un oggetto solido e affidabile.

Il making of

La preparazione della testa

La prima operazione è stata la rimozione delle setole, abbastanza semplice se si ha una lama affilata, ma per quello non ci sono problemi, essendo un affezionato utilizzatore di bisturi Swann&Morton.

Il fissaggio dell’abrasivo (teoria)

Il problema su cui ho riflettuto maggiormente è stato su come realizzare un metodo per applicare l’abrasivo alla testa in modo che l’operazione fosse veloce, sicura e ripetibile. Per risolvere il problema mi sono venute in aiuto delle mini super calamite, ovvero dei magneti al neodimio, un tipo di magneti estremamente potenti, in relazione alla loro dimensione.

Nonostante il nome sia da film di fantascienza anni ’60, sono oggetti facilmente reperibili, ad esempio su eBay ed esistono in tutte le forme e misure.

Io avevo in casa quelle a forma di “bottone”, di circa 1cm di diametro per 2mm di spessore (le uso per svariati utilizzi, sempre modellistici, tipo per tenere fermi i pezzi).

L’idea è che un magnete sarebbe andato fissato sulla testa oscillante mentre l’altro sarebbe stato avvolto dalla carta abrasiva.

L’incollaggio del magnete

Per fissare il magnete sulla testa oscillante ho utilizzato un collante eposiddico bicomponente, che mischia ottime capacità di tenuta ad un’alta resilienza, fondamentale viste le continue vibrazioni cui verrà sottoposto l’incollaggio.

Il fissaggio dell’abrasivo (pratica)

Sul magnete “mobile”, quello non incollato alla testa, ho applicato un disco di biadesivo morbido e questo per due motivi:

  • aiutare a mantenere fermo l’abrasivo, anche se stretto tra i due magneti
  • fornire una base “morbida” all’abrasivo, utile nel caso di lavorazione di parti curve o a punta

A questo punto basta predisporre una serie di strisce di carta abrasiva, nelle varie grane utilizzate. L’altezza della striscia dovrà essere uguale al diametro del magnete (più o meno).

Al momento dell’utilizzo, basta tagliare un pezzo dalla striscia, lungo circa 3 volte il diametro del magnete e avvolgerlo attorno al magnete “mobile”.

A questo punto non rimane altro che applicare il magnete mobile a quello incollato sulla testa dello spazzolino, facendo in modo che il lato con il biadesivo rimanga verso l’esterno.

Conclusioni

Se dovessi definire la mia soddisfazione nei confronti di questo utensile, utilizzerei senza dubbio la parola “massima”.

Funziona molto bene e non solo è comodo e veloce, ma ha risolto anche una serie di problemi classici del modellista, quali la rimozione dei pezzi di sprue senza rovinare il pezzo di modello.

In queste situazioni, ad esempio, monto sulla levigatrice una carta piuttosto grossa (400) e la uso come “troncatrice” per rimuovere senza traumi al pezzo le appendici di sprue.

Nelle foto seguenti un esempio di rimozione operata in meno di dieci secondi:

Il set fotografico per le miniature (2.0)

Voglio riprendere il discorso del set fotografico per fotografare le action figures e i modelli (http://custom.ultramini.net/2009/05/02/qualche-trucco-per-fotografare-le-proprie-figures-o-minature-o-bambole-o-dolls-etc/) con le valutazioni fatte negli ultimi tempi, che mi hanno portato alla realizzazione di questo set fotografico per le miniature. La prima e più importante è che un set fotografico, per essere utilizzato, dev’essere pratico e veloce da allestire, altrimenti passato l’entusiasmo delle prime volte, non verrà più utilizzato. Per questo ho cercato di ridisegnare tutti i componenti del set originale in modo che fossero facilmente riponibili.

Continua la lettura di Il set fotografico per le miniature (2.0)

Rete metallica in scala 1:35

Il Ponte.

Per l’ultimo diorama ho provato a realizzare un tratto di recinzione metallica in rete. A parte le possibilità aftermarket, ho cercato di utilizzare materiale facilmente reperibile, pensando di non aver problema a trovare qualcosa di utile.

In realtà, trovare una rete metallica in scala si è dimostrata un’operazione non banale, perchè benchè i brico centers e le ferramenta siano piene di “reti”, quasi nessuna è in una scala accettabile. Alla fine, dopo un discreto numero di ricerche, la fortuna ha voluto che trovassi della rete in alluminio per zanzariere, che si è dimostrata un’ottima soluzione. Se trovate un ferramenta che ne sia fornito e tanto gentile  da venderne una quantità “modellistica”, siete a posto!

Per la colorazione e l’invecchiamento, potete procedere come volete, io per andare sul sicuro sono partito comunque da una solida base di primer Vallejo, per evitare rischi di scheggiature del colore durante il trattamento.

AFV Stryker & Border Break

Il bidonatore: bidoni in 1/35 fatti in casa.

Per il diorama della Campagna MAB (http://custom.ultramini.net/2011/04/14/campagna-mab-seconda-guerra-di-secessione-wip-diorama/) ho voluto aggiungere un paio di bidoni in 1/35, che fanno sempre molta scena.

Ovviamente il mercato delle resine è pieno di bidoni in 1/35 bellissimi, di tutti i tipi e in tutte le condizioni, nuovi, schiacciati, forati, eccetera.

In un ottica di sperimentazione però ho voluto provare a costruire io un semplice strumento per realizzare dei bidoni “fatti in casa”. L’obiettivo non è quello di riprodurre il livello di dettaglio dei bidoni in resina, ma piuttosto di predisporre delle basi utili quando vanno realizzati bidoni molto rovinati o schiacciati o si necessita per forza di bidoni vuoti. Continua la lettura di Il bidonatore: bidoni in 1/35 fatti in casa.

In prova le lampade full spectrum per dipingere.

Oggi sono arrivate le lampade a risparmio energetico della Androv che ho ordinato su eBay. Il produttore le pubblicizza come lampade “full spectrum” con una resa dei colori e una temperatura del bianco molto vicina a quella della luce naturale. Dai dati di targa, le lampade a consumo energetico standard hanno un indice CRI (http://en.wikipedia.org/wiki/Color_rendering_index) inferiore ad 80 nel migliore dei casi. In teoria, un maggiore indice CRI dovrebbe rappresentare una migliore resa dei colori, ma soprattutto minor affaticamento durante il lavoro. Le lampade Androv invece hanno un CRI dichiarato di 95, quindi molto vicine a quello della luce naturale.

Ma all’atto pratico, sono così migliori? Fin dalla prima accensione, direi di si. Il bianco è definibile in un solo modo “naturale” e nonostante la notevole luminosità (2440 lumen) la luce non infastidisce e non abbaglia. I colori in effetti appaiono oltre che molto naturali, più “definiti” con meno sovrapposizioni.

Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri 95 6000K

Ovviamente è difficile descrivere il risultato a parole, quindi ho provato a fare qualche foto:

Prima due foto con una lampada “natural light” da supermercato, la foto di sinistra è con il bilanciamento del bianco automatico, mentre quella di destra è stata fatta con il bilanciamento manuale, quindi in teoria quello più corretto:


Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri&gt&95 6000K
 Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri&gt&95 6000K

Queste due foto invece sono state fatte con le lampade Androv, sempre da sinistra con bilanciamento automatico e manuale:


Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri&gt&95 6000K
Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri&gt&95 6000K 

Il risultato interessante è che mentre nelle foto con il bilanciamento manuale la differenza c’è, ma è poca (come intuibile) in quella automatica è notevole. Questo dovrebbe indicare che in effetti le luci Full Spectrum rispettano più realisticamente la luce naturale.

Il risultato, in termini di affaticamento e di resa dei colori è davvero notevole e visto che il costo è praticamente identico a quello di una lampadina normale (circa 10€ al cambio per una lampadina da 45W) mi sento di consigliarne l’acquisto, ammesso di trovarle.

Questa è la cabina con la nuova illuminazione:

Androv Full Spectrum lamps: 2440lumen Cri&gt&95 6000K

A presto!

Nuova cabina di aspirazione per l’aerografo

Uno degli aspetti positivi del nuovo laboratorio è lo spazio e la possibilità di allestire una zona colorazione permanente e quindi una cabina di aspirazione adatta.

Detto questo, vista l’esperienza totalmente positiva della precendente cabinetta di aspirazione (cabina d’aspirazione per l’aerografo) ho deciso di replicare creandone una a misura.

Nuova cabina di aspirazione

La base è la stessa, cioè un contenitore multiuso, di quelli trasparenti che si trovano nei vari brico center (questo l’ho preso all’IKEA). Come ventola ho recuperato quella della vecchia cabina, visto che il potere aspirante era perfetto. Per completare ho aggiunto due luci, fissando due portalampade all’interno. Ora direi che la dimensione è perfetta, l’illuminazione rende il lavoro ideale e la finestra a portata di mano permette di portare fuori i vapori.

In pratica pronta per la prima seria sessione di lavoro, che sarà a base di Alclad.

Due parole specifiche sulle lampade: ho provato per la prima volta delle luci calde, rispetto alle solite fredde e devo dire che per ora mi sto trovando molto bene, faccio qualche altra prova e poi magari condivido le opinioni.

Back to business!

Finalmente dopo (quasi) due mesi di (quasi) totale stop, posso tornare a produrre.

Il nostro concorso prima e il trasloco di casa dopo mi hanno portato via tutto il tempo, ma ora finalmente posso riprendere i progetti sospesi e iniziare, chissà, qualcosa di nuovo.

La buona notizia è che nella nuova casa sono riuscito anche a sistemare il locale destinato all’hobby.

Il nuovo laboratorio

[miniflickr photoset_id=72157625314698561&sortby=date-posted-asc&per_page=250]

Kotobukiya: Border Break Cougar [1/35] (W.I.P.)

BorderBreak [1:35]: Cougar e marine.Sono rimasto colpito da questo nuovo (stupendo) kit della Kotobukiya dal primo momento che lo vidi, per una caratteristica… è in scala 1/35. Questo aspetto, assolutamente inusuale per il mondo dei robot apre una serie di possibilità interessantissime per il modellista, che oltre al dettaglio in scale più “umane” può ora accedere anche alla disponibilità quasi infinita di figurini e accessori in questa scala (per la cronaca l’1/35 è la scala più diffusa tra chi fa mezzi militari, carri armati per capirci).

Acquistato su HLJ (www.hlj.com) tramite gli amici dello Starshop Brescia (www.starshopbrescia.com) è rimasto in attesa fino alla fine del diorama con il Polar Bear, ma ora è arrivato il suo momento.

Il design del kit, a mio avviso, è stupendo. Molto contemporaneo, con quest’aria da tank high tech e con le armi da soldato gigante, te lo potresti immaginare come un’arma dei prossimi 10 anni. Per questo penso che potrebbe dare il meglio di se inserito in un contesto contemporaneo e iperrealista.

L’idea fin da subito è stata di affiancarlo ad un figurino moderno, per rappresentare un’ipotetica squadra uomo/macchina, con il robot che riveste il ruolo di un drone. Continua la lettura di Kotobukiya: Border Break Cougar [1/35] (W.I.P.)