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Silhouette Cameo Graphtec per il modellismo

Questo è un repost preso dal mio forum (http://forum.ultramini.net/viewtopic.php?f=3&t=1668) dove si parla del plotter da taglio Silhouette Cameo Graphtec, enjoy :).

Il plotter da taglio è il Cameo Silhouette della Graphtec, è un piccolo plotter, delle dimensioni e della forma di una stampante ad aghi. Accetta in larghezza fino al formato A3 e in lunghezza (teoricamente) a piacere, visto che il foglio scorre avanti e indietro. Io personalmente uso sempre il tappetino da taglio fisso che è circa di 20 pollici per 20 pollici. Taglia carta, vinile, nastro Tesa (per le mascherature), Frisket, etc…

Ho fatto delle prove e taglia senza problemi anche plasticard e pvc, è possibile configurare l’altezza del taglio e la pressione. Ovviamente su plasticard spesso non riesce a fare dei tagli passanti, ma non è un grosso problema, in quanto anche sul PVC più spesso l’incisione è sufficiente a permettere di piegare e separare il materiale in maniera perfetta.

Il materiale migliore da tagliare è sicuramente il vinile adesivo, che ha anche degli ottimi usi modellistici, avendo lo spessore di una fotoincisione e potendo essere sovrapposto più volte per tagli a più strati.

Altre informazioni: http://www.graphtec-italia.it/Graphtec-Italia/Benvenuti.html

Silhouette Cameo

Vi posto un po’ di foto di tagli fatti per avere un idea delle applicazioni:

Silhouette Cameo

Cutting Vinyl with a Silhouette Cameo

Silhouette Cameo

Silhouette Cameo test cut...

Plasticard 0,4 mm.... cameo silhouette.

Kobo Glo custom home made sleep cover

Zaku II Custom Koi

Melusine option parts cut with a Graphtec Cameo

Mascherare i pezzi con il Parafilm

Da un po’ ho scoperto il Parafilm per mascherare i pezzi da colorare con l’aerografo. Da quel che ho capito, inizialmente nasce come materiale da laboratorio, una pellicola che è possibile tirare e modellare e che viene utilizzata per sigillare le provette, senza lasciare tracce o residui tipici dei materiali adesivi.

In effetti le doti di questo prodotto sono impressionanti: si tira e si deforma aderendo ad ogni superficie, resiste ai solventi, si rimuove facilmente senza lasciare traccia e non rovina in alcun modo il colore.

Inizialmente bisogna fare un po’ di pratica, in quanto la procedura di preparazione richiede un po’ di “mano”, ma una volta capito come si comporta, diventa un prodotto insostituibile.

In pratica la procedura di utilizzo è:

– Ritagliare un pezzo di dimensione adeguata dal rotolo. Tenere presente che il parafilm prima di essere applicato va stirato, tirandolo e quindi la superficie aumenterà almeno del doppio.

– Tirare il pezzo di pellicola in tutte le direzioni. La pellicola, stirandosi, si assottiglierà ed inizierà a diventare adesiva. Ad occhio può raggiungere un allungamento massimo del 300%, ma in quel caso diventa troppo sottile e si può rompere facilmente. Per contro se non si “tira” abbastanza, non aderirà correttamente.

– Applicare la pellicola, che se ben tirata aderirà seguendo qualunque profilo, per quanto complesso. Per far aderire nei punti più complessi ci si può aiutare con uno strumento dalla punta morbida e arrotondata.

– Rifilare con un cutter (o meglio un bisturi ben affilato) le parti in eccesso e rimuoverle.

Una volta terminato il lavoro il parafilm si rimuove sfogliandosi.

The Brawler: masking with parafilm

Oltre che per la mascheratura dei profili complessi il parafilm può essere utilizzato anche per “impacchettare” i pezzi colorati in precedenza e che vanno inseriti all’interno di altre parti:

parafilm

Infine, il parafilm industrialmente viene venduto in rotoli di parecchi metri, ad un costo unitario abbastanza elevato. Fortunatamente ho trovato su eBay.co.uk un venditore che lo vende anche a singoli metri, con un costo decisamente più abbordabile. Tenete presente che per l’uso modellistico, un paio di metri di parafilm probabilmente sono una scorta vitalizia 😀

L’indirizzo diretto del venditore eBay è questo: http://stores.ebay.co.uk/Pens-And-Things-Shop/_i.html?_nkw=Parafilm

Lo smalto per unghie e l’aerografo.

Non appena terminato il Petlyakov (ma probabilmente anche prima) mi voglio lanciare in un progetto che ho in mente da parecchio tempo, un robot da combattimento, un wrestler, realizzato in stile Nascar con vernice metallizzata, sponsors, meccanici, etc…

Ripensando quindi al problema di come rendere un bel metallizzato colorato mi sono imbattuto negli smalti per unghie che nelle versioni glitter parrebbero avere un effetto metallizzato molto bello.

Il primo pensiero è stato agli ovvi problemi di applicazione ad aerografo di prodotti progettati per tutt’altro scopo e alla diluizione. La sorpresa invece è stata che il prodotto si diluisce senza alcun problema, sia con acetone che con nitro e si nebulizza senza alcun problema.

Piuttosto il vero problema è che il prodotto provato (della marca Kiko) si è dimostrato poco coprente, quasi trasparente, richiedendo molte mani anche su base bianca. Inoltre, una volta applicato l’effetto metallizzato è praticamente impercettibile, forse a causa dello spessore minimo del colore (sicuramente molto minore di quello delle applicazioni sulle unghie, scopo per cui il prodotto è pensato).

Forse questo tipo di prodotti potrebbero essere l’alternativa alla base Alclad + trasparente Tamiya per ottenere dei metallizzati colorati di buona qualità, o forse no. Penso che il primo risultato ottenuto non sia sufficiente per decidere e che valga la pena di sperimentare ancora un po’.

Supporti reggi pezzi per aerografo

L’idea di questi semplici supporti reggi pezzi per aerografo non è originale, anzi ci sono un sacco di soluzioni “commerciali” disponibili, ma piuttosto di spendere 15€/20€ ho preferito proseguire per una strada “autarchica”.

Ho comprato 10 connettori a coccodrillo, presso un negozio di materiale elettrico (0.17€ cadauno) più una busta di spiedini in legno.

Una pinza ha fatto il resto:

In 5 minuti avevo 10 supporti per tenere i pezzi durante la colorazione ad aerografo…

Un pezzo di polistirolo che funga da base per infilzarli e la postazione di colore è completa.

Alcool Bianco, l’alcool isopropilico da supermercato.

Oggi, durante il giro al supermercato di zona (un “Famila”) per la spesa settimanale, mi è cascato l’occhio su una bottiglia interessante, nell’area detersivi; sull’etichetta principale un laconico “Alcool Bianco”, ma su quella degli ingredienti un ben più interessante “Alcool Isopropilico”.

Per chi non lo conoscesse, l’alcool isopropilico è l’ingrediente principale (direi al 99,9%) del diluente Tamiya per Acrilici X-20A (il “tappo bianco”). Inoltre è un ottimo prodotto per scolorare i modelli dipinti ad acrlico, in quanto non intacca minimamente plastica, resina e metallo.

Inoltre è perfetto per pulire pennelli e aerografo e per sgrassare i modelli prima della prima mano di colore.

Come prima prova ho provato a spruzzarci del colore Tamiya e il risultato è stato virtualmente identico a quando diluisco con il diluente Tappo Bianco. L’asciugatura è molto più lenta di quanto sono abituato ora con i dilenti più volatili (Nitro e Acetone), ma è perfetta per applicare colori lucidi o trasparenti.

Anche l’effetto “detergente” sui pennelli e su pezzi colorati è molto buono, confermando la natura del prodotto, ovvero si tratta proprio di alcool isopropilico diluito.

A questo punto ho pensato di affrontare un’altro dei miei chiodi fissi, ovvero la diluizione dei Vallejo Model Color. Questo colore mi ha sempre causato problemi di diluizione e di applicazione con i diluenti classici e ormai li uso come metro di paragone per valutare la “qualità” di un diluente.

Anche in questo caso questo “Alcool Bianco” si è comportato molto bene, diluendo in maniera prevedibile il colore e non causando alcun effetto di “clogging”, ovvero l’aggregazione che presentano i vinilici se si prova a diluirli con diluenti troppo “aggressivi”. (Nella foto a sinistra il vallejo diluito con il prodotto in prova, a destra con diluente nitro):

Ho fatto anche una prova di applicazione, usando come aerografo un Iwata HP-BP con duse da 0.2, quindi piuttosto sottile e i risultati sono stati più che buoni:

Sono stato piuttosto sopreso dal fatto di trovare un prodotto “a base” di alcool isopropilico in un supermercato. Stupito, perchè mi era sempre stato piuttosto difficile procurarmi l’isopropilico e ho rimarcato “a base” per il fatto che sicuramente questo da scaffale è molto più diluito di quello industriale che utilizzavo di solito. Il che comunque non è per forza un male, se lo si usa come detergente o diluente “morbido”.

La bottiglia da 500ml costa 1.89€

Maschera respiratore per aerografo

Una maschera per aerografare

Da parecchio tempo sto usando spesso diluente nitro o acetone per diluire anche i colori acrilici. Questo, unito al fatto che ultimamente mi sto innamorando dei colori a smalto Model Master / Testors mi ha portato a rivedere con attenzione l’attrezzatura di sicurezza che utilizzo.

Attualmente ho già una maschera/respiratore, acquistata qualche anno fa. Purtroppo, avendola presa di una marca secondaria, non sono più riuscito a trovare i filtri di ricambio (che vanno sostituiti periodicamente) e la maschera stessa iniziava a dare segni di cedimento.

A questo punto mi sono informato e ho guardato cosa poteva offrire il mercato.

Maschera semi facciale 3M 6200

Questa maschera, con innesti a baionetta, permette di montare diversi tipi di filtro, sia per la protezione dai vapori nocivi (A1 e A2) che dalle polveri (FFP).

 

Il kit consigliato per la pittura a spruzzo contiene una coppia di filtri in classe A2, che dovrebbero garantire un’ottima protezione.

 

Inclusi nel kit ci sono anche una coppia di filtri per la polvere, sicuramente più utili quando si carteggia la resina o si producono comunque una grande quantità di polvere fini. Inoltre questi filtri, anche se aumentano leggermente la resistenza alla respirazione, aiutano comunque ad allungare la vita dei filtri per i vapori, ben più costosi e delicati.

 

Le cinghie per fissare la maschera sono sufficentemente larghe e morbide da essere confortevoli e sono tutte dotate di fibbie rapide per regolarle.

 

I filtri per i vapori sono tutti sottoposti ad una data di scadenza, stampata sulla busta sigillata che li contiene e sull’imballo esterno. Consiglio di verificarla attentamente prima dell’acquisto, visto che in uno dei vari brico center della mia città metà delle maschere aveva una data di scadenza già passata o a termine entro un paio di mesi.

Dalle istruzioni, i filtri vanno sostituiti entro la data di scadenza (comunque molto lunga) oppure appena si percepiscono odori in maschera.

 

Per prolungare la vita dei filtri è consigliato mantenerli in un contenitore a tenuta d’aria. In questo caso ho optato per una busta per surgelati, di quelle richiudibili.

Vista la comodità della maschera e la resistenza praticamente nulla alla respirazione, ormai ho preso l’abitudine di indossarla sempre mentre coloro utilizzando diluenti aggressivi come nitro, acetone e alcool isopropilico e durante la preparazione e carteggiatura delle resine.

Per chi volesse acquistarla, consiglio di rivolgersi, oltre ai vari brico anche ai negozi che si occupano specificatamente di antiinfortunistica e ai consorzi agrari, probabilmente potreste trovarle a prezzi sensibilmente più bassi.

 

Iwata, Andrea Colors e 54mm, provare a dipingere un figurino ad aerografo…

Rackam: Wolfen ProwlerDa quando ho preso l’Iwata (da Spraypal, www.spraypal.com) ho continuato a rimuginare l’idea di iniziare ad usarlo anche sui figurini. Il problema principale era trovare dei colori diluilibili senza problemi, come potrebbero essere i Tamiya, ma con una gamma cromatica adeguata ai soggetti che faccio, quindi prevalentemente fantasy.
La molla è scattata quando ho preso un set misto di colori Andrea e il diluente specifico per aerografo (grazie a Gigi di Ars Manufactorea per gli approvigionamenti 😀 www.ars-manufactorea.com). Gli Andrea sono dei colori stupendi, con una gamma cromatica fantastica. Li conoscevo già bene per l’uso a pennello ma non li avevo mai provati ad aerografo. Il loro diluente specifico è eccezionale, permette di ridurre gli Andrea alla consistenza di un inchiostro e di utilizzarli senza problemi anche in aerografi con duse minime (il mio Iwata è uno 0.2).
Come soggetto ho recuperato un vecchio ma stupendo figurino in metallo bianco della Rackham, il Prowler. Teoricamente dovrebbe essere un 28mm, ma vista la proporzione è praticamente un 54mm.
Ho fatto parecchie prove e l’ho scolorato più volte. Al momento sono alla 3° prova consecutiva e sto iniziando ad avere i primi risultati abbastanza soddisfacenti.
C’è ancora parecchio lavoro da fare, ma penso di aver trovato una strada divertente, che promette risultati interessanti.

Su Flickr ci sono tutte le foto delle prove e del WIP attuale:

[miniflickr photoset_id=72157625729768738&sortby=date-posted-asc&per_page=250]

Aggiornamenti sulla cabina per aerografia

Rispetto alle ultime foto ho fatto diversi aggiornamenti alla cabina per aerografia (http://custom.ultramini.net/2010/11/27/nuova-cabina-per-laerografo/).

In particolare ho separato gli interruttori di luci e aspirazione, per poter lasciare accesa la ventola anche a luci spente (finito di dipingere) e ho aggiunto due “tendine” di fronte alle luci.

Per le tendine ho usato dei coperchi per teglie, che essendo foderati in alluminio sono assolutamente impermeabili alla luce e riflettenti, aumentando ulteriormente l’illuminazione all’interno.

Ho fatto tagliare il vetro della finestra, in modo da poter collegare il tubo all’esterno.

Gli spazi sono decisamente più comodi, ora riesco a pitturare anche per parecchio tempo senza problemi di illuminazione, disposizione del pezzo e vapori.

I colori sono tutti a portata di mano e lo stesso vale per l’acqua, i diluenti e i detergenti. Sto pensando se e come utilizzare le pareti per dei porta utensili o per i pannelli di carta per le prove colore. Vediamo…

cabina per aerografia

cabina per aerografia

cabina per aerografia