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Il set fotografico per le miniature (2.0)

Voglio riprendere il discorso del set fotografico per fotografare le action figures e i modelli (http://custom.ultramini.net/2009/05/02/qualche-trucco-per-fotografare-le-proprie-figures-o-minature-o-bambole-o-dolls-etc/) con le valutazioni fatte negli ultimi tempi, che mi hanno portato alla realizzazione di questo set fotografico per le miniature. La prima e più importante è che un set fotografico, per essere utilizzato, dev’essere pratico e veloce da allestire, altrimenti passato l’entusiasmo delle prime volte, non verrà più utilizzato. Per questo ho cercato di ridisegnare tutti i componenti del set originale in modo che fossero facilmente riponibili.

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Mercenario: Action figure custom in 1/6 (12″)

1/6 Custom PMC: Head remold.

Visti i corpi nuovi della Hot Toys (http://www.hottoys.com.hk/index.php?target=products&product_id=510) e ispirato dalle fantastiche opere di Metamphibian (http://www.methamphibian.com/sofs.html) ho deciso di provare l’avventura di un custom in scala 1/6.

Il soggetto sarà un membro di una PMC, un private military company (http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata).

La base di partenza è il corpo Hot Toys 12″ TrueType Body – Caucasian Male (Advanced Ver.), in pratica quello linkato prima.

Per la testa vorrei rifarla, partendo da una base recast dell’originale e modificata.

Le foto del lavoro sono come sempre su flickr (http://www.flickr.com/photos/alessino/sets/72157624793504039/with/4978146608/)

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Silicone da stampi veloce e plastilina.

Questo weekend ho provato dei campioni di silicone rapido, regalati da un amico. Questo silicone, a differenza del GLS-50 della Prochima, va mescolato in volume, in rapporto 1:1, il che in effetti lo renderebbe molto più pratico nell’utilizzo.

La differenza principale è che solidifica in meno di 10 minuti, contro le 12 ore del GLS-50 e sembrerebbe essere un po’ più morbido una volta indurito.

I componenti sono uno bianco ed uno blu, non avevo istruzioni specifiche sull’uso, ma la miscelazione 1:1 ha dato degli ottimi risultati come consistenza finale.

Il problema principale rimangono le bolle, indurendo così in fretta ci si può scordare la degassazione totale del GLS-50, infatti rimangono imprigionate molte microbolle, anche versando il silicone dall’alto per degassarlo mentre scende.

Sicuramente può essere comodo per i prototipi da rilavorare, tipo pezzi da ricoprire o riscolpire, dove le piccole imperfezioni dei pin holes (i buchetti da bolla) contano poco.

Una nota a margine riguarda la plastilina. Ho utilizzato per la base dello stampo la solita plastilina Maimeri, gradazione rossa, ma questo silicone ha mostrato di non gradirla, non riuscendo ad indurire nei punti in cui andava in contatto. Consiglio quindi di fare dei test (io ho buttato via 2 mezzi stampi!) quando si prova un silicone nuovo.

Con l’occasione ho comunque cambiato plastilina (anche se con la GLS-50 la maimeri non mi ha dato problemi) e sono passato alla Degas verde.

Devo dire che anche se fin’ora l’ho usata poco mi sembra un prodotto molto buono, non appiccicoso ne unto e garantito al 100% compatibile con il silicone.

In settimana inizierò gli stampi veri per Clara, dopo aver fatto diverse prove, così avrò modo di testarla sul campo!

Clara: rifinire i prototipi in White Strong Flexible di Shapeways.

 

Il prototipo di Clara durante la fase di rifinitura.
Il prototipo di Clara durante la fase di rifinitura.

Dopo l’arrivo dei prototipi da Shapeways (in attesa di preparare i modelli nuovi per la stampa) ho iniziato il lavoro di rifinitura per prendere confidenza con il materiale utilizzato per la stampa, il White Strong Flexible (WSF).

Come si poteva intravedere dalle foto fatte all’arrivo, il WSF è un materiale dalla consistenza piuttosto “ruvida”, al tatto può sembrare roccia o un agglomerato di sabbia sottile, sicuramente nulla di simile al pvc o tanto meno al vinile! Continua la lettura di Clara: rifinire i prototipi in White Strong Flexible di Shapeways.

Qualche trucco per fotografare le action figures o i modellini (o minature o bambole o dolls, etc…)

Fotografare le action figures e i nostri giocattoli è semplicissimo. Semplicissimo perchè sono dei modelli ideali, non si muovono, non scappano e soprattutto, sono bellissimi! 😀

A volte però, qualche piccola accortezza può aiutare una foto già bella a diventare ancora migliore. Continua la lettura di Qualche trucco per fotografare le action figures o i modellini (o minature o bambole o dolls, etc…)

Una lightbox super economica per fotografare le miniature e le action figures!

 

Per fotografare le miniature, l’elemento fondamentale è una illuminazione corretta e una lightbox può essere di fondamentale aiuto.

Quando si fotografa un soggetto, spesso non si è nelle condizioni di luce naturale ottimale per farlo. Per rimediare si può usare una lampada o il flash della macchina, ma non sempre il risultato è quello che si sperava.

Come fare allora?

Ultracheap light box! Continua la lettura di Una lightbox super economica per fotografare le miniature e le action figures!

Realizzare uno stampo in silicone per le figures – parte seconda.

Rieccoci alle prese con il nostro stampo in silicone.

Passate le 18 ore perchè il silicone indurisca (vulcanizzi) completamente, è il momento di tagliare lo stampo.

Prima di tutto due parole sul silicone rimasto in giro. Gli utensili e il contenitore graduato che avete usato per preparare il silicone ora sono pronti per essere puliti. Una volta asciutto, il silicone si staccherà senza nessun problema, lasciando tutto lindo e senza tracce. Bello eh?

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Realizzare uno stampo in silicone per le figures – parte prima.

In questa serie di articoli parlerò delle tecniche che uso per la realizzazione di uno stampo in silicone.

Uno dei miei sogni è sempre stato quello di customizzare le mie action figures.Cambiare i particolari, ridipingerle, insomma, personalizzarle. Il problema è sempre stato quello di agire direttamente sugli originali.

Alcuni amici più artisticamente dotati, realizzano da zero le loro customizzazioni, utilizzando le resine sintetiche, ma questo è un po’ fuori portata.

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