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Simulare la ruggine e le scrostature con la tecnica del sale.

Dopo aver tanto letto (e tanto visto ottime realizzazioni) ho deciso di provare anch’io la tecnica del sale per ottenere delle scrostature realistiche.

Il pezzo cavia ideale è stato il rottame dell’Hummer in 1/72 che andrà nel diorama del Armored Core. L’idea era quella di simulare una carcassa abbandonata, parzialmente carbonizzata e arrugginita.

La base di partenza è una macchinina in scala imprecisata, recuperata per 1€ in un negozio di giocattoli. Anche se non è esplicitato chiaramente, direi che la scala è verosimile, visto che il diorama sarà in 1/72.

tecnica del sale

Come prima operazione ho montato una spazzola in ottone sul trapanino e ho iniziato la rimozione della vernice, che si è dimostrata anche piuttosto resistente! E’ importante usare una spazzola in materiale sufficentemente duro da rimuovere la vernice ma non tanto da intaccare la carrozzeria. Con una spazzola in acciaio o i dischi in carta abrasiva si corre il rischio di distruggere anche il telaio. Per i mie scopi non era fondamentale rimuovere completamente il colore, anzi, la presenza di un po’ di scaglie avrebbe aumentato l’effetto tridimensionale dell’usura.

Una volta completata la raschiatura è fondamentale dare una bella lavata per rimuovere le polveri e far asciugare bene il modello.

I passaggi successivi sono stati una mano di primer Tamiya (ad aerografo) ed alcune passate leggere e trasparenti di tonalità mattone e ruggine, ottenute mischiando varie porzioni di rosso e nero acrilico (Vallejo)

tecnica del sale

L’effetto è quello di un mezzo già pesantemente ossidato e “texturizzato”. Per questo può essere comodo spruzzare del colore a bassa pressione, in modo da ottenere una finitura a buccia d’arancia (cosa che solitamente invece si cerca di evitare a tutti i costi :-D).

Una volta data la base di colore è stato il momento di passare ai pigmenti. Per caratterizzare ulteriormente il rottame ho usato i pigmenti Mig, nei colori Smoke e Ruggine. Applicare i pigmenti è un operazione che richiede un po’ di pratica, per riuscire a dosare correttamente l’effetto. Questo anche perchè una volta applicato, il pigmento risulta difficile da rimuovere e si corre il rischio di impolverare uniformemente il mezzo, invece di caratterizzare le varie zone.

In questo caso il pigmento è stato applicato a secco, utilizzando un pennello tondo morbido, per le basi ed un pennello a setole dure, appositamente accorciate a circa 5mm, per le picchiettature.

tecnica del sale

Avere un idea di dove disporre i colori aumenta notevolmente l’effetto finale, quindi, ad esempio, la ruggine potrebbe concentrarsi nei recessi e nei punti in cui è facile che si accumuli l’acqua, mentre il fumo potrebbe avere un andamento verticale, a partire dai finestrini, i passaruota e la presa d’aria del motore. In ogni caso, provare e un po’ di fortuna aiutano molto (oltre magari a qualche foto :-D).

Una volta finito con i pigmenti ho passato una mano di fissativo opaco su tutta la macchina. Ho capito che per la tecnica del sale questo passaggio è fondamentale, perchè lavorando poi con l’acqua il rischio che i pigmenti si sciolgano è notevole, rovinando tutto il lavoro svolto. Inoltre, l’azione successiva di rimozione del sale è piuttosto “brusca” ed è meglio che il colore di base sia il più solido e aggrappato possibile.

La fase cruciale nella tecnica del sale è… l’applicazione del sale. Intanto, giusto per chiarire, per “sale” si intende esattamente il sale da cucina, nulla di più. In base alla scala e all’effetto che si vuole ottenere conviene preparare un mescola di sale grosso e sale fino, andando a macinare una parte di quello grosso per ottenere una gamma ampia di misure.

Per permettere al sale di aderire al modello è necessario inumidirne la superfice. Per fare questo, utilizzo un pennello sottile che bagno in acqua e passo sulle zone interessate. Anche qua è meglio avere le idee chiare per immaginare quali zone dovranno essere le più “arrugginite”, tenendo presente che dov’è presente il sale, alla fine emergerà la ruggine e il colore di base.

L’applicazione del sale può avvenire con un pennello o una spatolina, anche se, soprattutto su modelli piccoli, mi trovo più comodo a mettere il sale in un piattino e appoggiarci sopra il modello inumidito.

tecnica del sale

Una volta che l’acqua è inumidita il sale rimarrà appiccicato al modello con forza sufficente ad evitare che venga soffiato via dall’aerografo (se spruzzate a pressioni inferiori ai 5bar :-D).

A questo punto conviene verificare che la copertura sia di proprio gradimento, altrimenti si può operare con altro sale.

Tenete presente che il sale sarà piuttosto permeabile, quindi anche dove sembra che la copertura sia totale, un po’ di colore passarà comunque, quindi, fate le vostre prove ma le macchie di ruggine risulteranno più piccole rispetto a quello che ci si può aspettare.

tecnica del sale

Terminata l’applicazione del colore di “base” del modello (che dovrà essere qualcosa di sufficentemente sbiadito o desaturato, per non vanificare l’effetto abbandono) basta aspettare che questo sia asciutto per provvedere alla rimozione del sale.

Per rimuoverlo si può utilizzare un pennello a setole rigide (io ho usato lo stesso che usavo per picchiettare i pigmenti), raschiando con delicatezza il modello. Questa fase è critica perchè se si agisce con troppa violenza si rischia di far saltere, oltre al sale, anche tutta la base di primer e pigmenti, esponendo così il fondo del modello (nel caso della macchinina in metallo mettendo in evidenza delle chiazze di metallo lucidato in mezzo ad un mare di ruggine).

Se il sale rimane attaccato e non vuole staccarsi, provate ad inumidire il pennello con acqua tiepida, tenendo presente le solite norme di cautela e delicatezza.

Con un po’ di pazienza ed un minimo di pratica è possibile ottenere degli interessantissimi risultati senza diventare matti e con una notevole probabilità di successo e ripetibilità.

tecnica del sale

In definitiva ritengo che la tecnica del sale sia un eccellente strumento a disposizione del modellista che abbia bisogno di riprodurre effetti di corrosione, scheggiatura di vernice e pesanti invecchiamenti.

Aggiornamento! Applicazione pratica sul Brawler: Brawler 1 Brawler 2 Parafilm

 

 

5 pensieri su “Simulare la ruggine e le scrostature con la tecnica del sale.”

  1. Bel lavoro!!!! Proprio quello che voglio fare io con la mia moto…di dove sei??? Vorrei farti fare il lavoro a te se è possibile? ??

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