Sharebot NG

Sharebot NG, unboxing e recensione.

Perchè una stampante 3D, perchè una FDM e perchè una Sharebot NG

Dopo aver utilizzato per anni i service di stampa 3D per produrre i miei pezzi  (Shapeways, e aziende locali) ho deciso di prendere una stampante e iniziare a stampare autonomamente almeno alcuni degli oggetti che mi servono per lavoro. La prima domanda è stata che tecnologia di stampa utilizzare: vista la disponibilità di stampanti SLA a prezzi abbordabili, come la Form 1+ di Form Labs penso che valesse la pena di fare almeno una valutazione delle possibili alternative al FDM, la tecnologia a filamento attualmente utilizzata dalla maggioranza delle stampanti 3D. In realtà, a prescindere dal prezzo, le valutazioni non sono durate molto, visto che il volume di stampa massimo di 12x12x16 è effettivamente un po’ poco, anche se in un ottica di creare pezzi modulari e smontabili. Inoltre l’eventuale minor dettaglio di un pezzo realizzato con una stampante FDM non sarebbe un problema, visto che nella mia prassi di lavoro è normale riprendere e rifinire il pezzo stampato con tecniche modellistiche tradizionali.

Deciso quindi di rimanere su una stampante a filamento il secondo step è stato decidere quale. Ho escluso a priori i kit, preferendo un prodotto ingegnerizzato e pronto all’uso. Parecchie persone mi hanno chiesto perchè non un kit, soprattutto visto che sono abituato costruire e montare meccanismi. Il motivo è che per me la stampante è uno strumento di lavoro e tutto il tempo che impiegherei a montarlo e metterlo a punto è un costo, che ben presto annullerebbe il vantaggio economico rispetto ad aver preso un prodotto commerciale, per non parlare della mancanza di garanzia e assistenza postvendita. In buona sostanza, ad ognuno il proprio lavoro, io costruisco manufatti, posso comprare una stampante 3D da chi produce stampanti 3D.

Rimanendo sui prodotti commerciali alla fine la scelta era tra la Sharebot NG, la Makerbot Replicator e la Leapfrg Creatr. Su carta i tre prodotti hanno caratteristiche sovrapponibili e costi paragonabili, a farmi decidere per la Sharebot NG è stata la possibilità di vederla in funzione e poter parlare con chi la vende per avere informazioni dirette.

A questo proposito, a Brescia è presente un rivenditore Sharebot, il negozio JetAll3D (http://www.jetall3d.com/) e il fatto di poter vedere dal vivo la macchina, vedere i manufatti prodotti e parlare con chi me l’avrebbe venduta e seguito il post vendita è valso sicuramente più di qualunque scheda di comparazione presente online. Per finire Sharebot è una azienda italiana, quindi perchè non preferirla ad altre aziende concorrenti estere?

La stampante

Sull’unboxing vero e proprio non mi dilungherò troppo. L’apparato arriva imballato in maniera adeguata e razionale, seguendo le note presenti nella documentazione non c’è stato nessun problema a rimuoverlo dall’imballo e a togliere i fermi sulle parti meccaniche. Come riportato nel manuale, consiglio di mantenere gli imballi originali, che dovranno essere obbligatoriamente utilizzati nel caso di rientro in fabbrica.

Sharebot NG

Sharebot NG

La dotazione della Sharebot NG è sorprendentemente ricca. Oltre alla stampante è presente un cofanetto con un set di utensili (cutter, tronchese, brugola), il piano in vetro con le mollette per fissarlo, due spezzoni di filamento (ABS e PLA), una bombola di lacca, il supporto porta filamento, cavo di alimentazione e USB, una scheda SD con inclusi dei files di test e vari documenti allegati (lettera di benvenuto, foglio di produzione, biglietto da visita). Dico “sorprendentemente” perchè nonostante gli utensili forniti siano sicuramente in possesso dell’hobbista o professionista medio (così come una scheda SD da utilizzare per la stampa), il fatto di averli voluti inserire come dotazione è un indice di cura per il prodotto. Lo stesso vale per i documenti forniti, come la lettera di presentazione. Questo, insieme alle caratteristiche costruttive di cui parlerò dopo, da l’idea di un prodotto pensato con cura e realizzato con orgoglio.

Sharebot NG

Costruttivamente la Sharebot NG si presenta molto bene. Il telaio cubico in lamiera e le pareti in acrilico bianco conferiscono un aspetto solido e pulito, oltre a rendere il tutto stabile e a proteggere lateralmente e da dietro il piatto di stampa. La trasmissione è a cinghie per gli assi X e Y e a vite per il piatto mobile, soluzione scelta in alternativa a quella stile Prusa, con il piatto mobile su un asse orizzontale ma fermo su quello verticale e con l’estrusore che si muove verticalmente. Tutti i componenti sembrano fin dal primo sguardo di ottima qualità, con una notevole quantità di parti lavorate a macchina su misura e il logo Sharebot tagliato o stampato un po’ ovunque. Anche l’accesso ai vari ausili per la messa a punto (viti del piatto di stampa, tendi cinghia, fine corsa) sono tutti facilmente raggiungibili. Esteticamente la macchina è pensata per nascondere alla vista (e relativamente anche a polvere e sporco) tutto ciò che non deve necessariamente stare esposto, conferendo all’insieme un aspetto pulito ed ordinato. I cavi sono ben raccolti e fascettati e non impicciano le operazioni di fissaggio e rimozione del piatto. Il display e la manopola push&click sono comodi da usare, così come il lettore per la scheda SD, anche se posto lateralmente implica che la stampante debba avere dello spazio libero a sinistra. L’interruttore principale invece è posto sul retro nell’angolo opposto e in basso, forse la scelta più scomoda, perchè se si decide di posizionare la macchina in un angolo, bisogna per forza decidere quale lato sacrificare e rendere meno accessibile, se quello della scheda SD o quello dell’alimentazione (come ho fatto nel mio caso).

Esteticamente la scelta acciaio satinato + acrilico bianco (o nero), con le brugole di fissaggio nere rendono la Sharebot NG un bell’oggetto, tecnico e dall’aspetto funzionale. Come già detto, il logo Sharebot, tagliato a plasma o inciso un po’ ovunque contribuiscono a dare l’idea di un prodotto curato.

Sharebot NG

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Il funzionamento

Mettere in funzione la Sharebot NG per la prima stampa richiede pochi minuti. La rimozione dei fermi è ben spiegata nel manuale (che va precendentemente scaricato online non essendo presente una copia cartacea nella confezione) e se si decide, come ho fatto io, di utilizzare solo la stampa da scheda SD, il tutto si riduce al collegare la stampante ad una presa di corrente, caricare il filamento e scegliere un file di stampa tra quelli forniti per i test sulla scheda SD.

Terminate le stampe di rito con i file forniti sulla SD (lo gnomo Sharebot e una rana, nel caso della mia SD) inizia il vero lavoro di stampa. Premetto che stampando in 3D prototipi da anni, ho già avuto modo di affrontare e capire come risolvere i problemi legati alla produzione di un file stampabile e come ottimizzarlo per ridurre i problemi di orientamento ed overhangs (magari di questo parlerò in un altro post), per questo mi sono concentrato solo sulla qualità ottenibile e sui tempi di stampa.

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Il workflow che utilizzo per la stampa è progettazione con Blender o FreeCAD e slicing con Slic3r 1.2.0. Sharebot fornisce i file di profilo da usare con Slicer liberamente scaricabili dal sito, il che semplifica notevolmente la configurazione iniziale del software di slicing. Da quello che sto notando le impostazioni dei files fornite mi sembrano piuttosto conservative, considerando che come qualità massima il layer pre-impostato è da 0.1mm e le velocità di spostamento dell’estrusore sono piuttosto basse. Nelle varie prove sono arrivato a layers da 0.05mm e velocità del 200% rispetto a quelle standard, con risultati ottimi in entrambi i casi.

Grazie al piatto riscaldato la macchina stampa sia PLA che ABS (ed HIPS) oltre ad una serie di altri filamenti che non ho ancora avuto modo di provare, ma che al momento mi interessano relativamente poco. Per quanto mi riguarda utilizzo principalmente il PLA per la facilità di stampa, su pezzi ad esempio lunghi e sottili e l’HIPS perSharebot NG Prova di stampa produrre manufatti che posso poi trattare e incollare con i prodotti tradizionali per modellismo (l’HIPS è lo stesso materiale con cui vengono prodotti i profili e i fogli di plastica per modellismo).

Le prove di stampa nelle foto sono state effettuate con le impostazioni standard di Slic3r, con i livelli di dettagli minimo e massimo (0.3 e 0.1).  Vista la dimensione ridotta dell’oggetto, la qualità è già discreta a livello minimo, per diventare ottima a livello massimo. Nel mio caso, l’obiettivo non è tanto quello di produrre pezzi finiti e pronti per l’esposizione, ma piuttosto di avere delle forme “master” da lavorare e rifinire successivamente. Da questo punto di vista, al momento sto usando una serie di impostazioni personalizzate, che utilizzano comunque come caratteristica principale un layer verticale da 0.2mm

Sharebot NG Prove di stampa Sharebot NG Prove di stampa Sharebot NG Prove di stampa Sharebot NG Prove di stampa

Per provare il livello di finitura raggiungibile ho impostato uno slicing a 0.05 mm e questo qua sotto è il risultato ottenuto, dopo oltre 3 ore di stampa. Come si vede dalla foto i layer sono praticamente invisibili, raggiungendo risultati migliori di quanto avessi fin’ora raggiunto con le stampe fatte su Shapeways o nei vari service locali, anche se i tempi di stampa diventano ovviamente lunghi.

Sharebot NG Prova di stampa Sharebot NG Prova di stampa

Anche la stampa di pezzi da assemblare successivamente e progettati con FreeCAD non hanno dato problemi particolari:

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Conclusioni

Sono rimasto sorpreso dai risultati che sto ottenenendo e dalla qualità globale di questa stampante. Grazie alla qualità ottenibile e alla semplicità di utilizzo si è inserita perfettamente nel mio workflow lavorativo, permettendomi di risparmiare un sacco di tempo su tutti quei lavori di modellazione e di produzione dei master, che prima dovevo necessariamente fare a mano. L’eventuale mancanza o difficoltà nell’ottenere micro dettagli, propria di tutte le stampanti FDM e quindi anche di questa, non è un problema, visto che questo da sempre è qualcosa che andrei a risolvere manualmente, mentre la possibilità di avere in breve tempo una base di lavoro precisa e sufficientemente rifinita è di grandissimo aiuto. Salvo qualche occasionale e infrequente problema, tipo rottura del filamento o distacco del pezzo dal piatto, la macchina non mi ha dato problemi e una volta imparate le operazioni di routine, come il cambio filamento e la calibrazione del piatto, si può dire che funzioni da sola. Altro discorso rimane la progettazione del pezzo e l’impostazione dello slicing, che richiedono competenze ed esperienza che però esulano dalla macchina che si andrà ad utilizzare per la stampa.

Gli unici aspetti negativi che ho riscontrato e che mi piacerebbe veder migliorati riguardano il piatto riscaldato e il manuale. Per quanto riguarda il piatto i tempi di riscaldamento sono piuttosto lunghi, richiedendo anche 10-15 minuti per raggiungere gli 80°/90° necessari per stampare l’ABS, oltre al fatto che anche avendoci provato non sono mai riuscito a raggiunger temperature superiori (dopo 20 minuti di attesa ho abbandonato la speranza di raggiungere i 100° consigliati per l’HIPS). Il manuale invece, per quanto esaustivo, l’ho trovato poco organizzato. Per un prodotto così curato meccanicamente mi aspettavo di trovare una documentazione altrettanto ingegnerizzata, mentre a volte ci sono rimandi ad argomenti che vengono trattati successivamente o mancano semplici esempi o qualche fotografia in più. Un esempio è il discorso relativo alla lacca sul piatto in vetro, io l’avrei introdotto nella parte relativa alla prima stampa, mentre viene trattata solo a fine manuale e nella parte relativa ai materiali. Idem la procedura di calibrazione “automatica” del piatto, dove una foto di come dovrebbe apparire un filamento correttamente spalmato su un piatto ben calibrato sicuramente aiuterebbe. In pratica, con una sezione passo-passo iniziale più curata e delle aree di approfondimento tematiche successive  il manuale risulterebbe più ordinato e fruibile.

9 pensieri su “Sharebot NG, unboxing e recensione.”

  1. Grazie infinite per la dettagliata recensione.
    Con la Sharebot si spende un po’ ma si va sul sicuro a quanto pare.
    Sono indeciso fra questa o “rischiarmela” con la Fablab (offerta lancio a 830 euro) che “promette” altrettanto bene (l’ho vista in azione al maker fare) ma che sembra avere parecchi difetti di gioventù.
    Una domanda: ma il piano riscaldato è comprensivo nei 1500 + iva o c’è un sovrapprezzo per averlo?
    Grazie ancora.

  2. Grazie per la stupenda recensione, il prezzo di una stampante 3d è al momento fuori della mia portata ma grazie a questa recensione ora so quello che c’è da sapere.
    Finalmente una stampante 3d provata da un vero modellista che sa cosa farci e che sa cosa cercare da una stampante del genere e che sa spiegare ad uso e consumo di altri modellisti le problematiche.

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