Clara: rifinire i prototipi in White Strong Flexible di Shapeways.

 

Il prototipo di Clara durante la fase di rifinitura.
Il prototipo di Clara durante la fase di rifinitura.

Dopo l’arrivo dei prototipi da Shapeways (in attesa di preparare i modelli nuovi per la stampa) ho iniziato il lavoro di rifinitura per prendere confidenza con il materiale utilizzato per la stampa, il White Strong Flexible (WSF).

Come si poteva intravedere dalle foto fatte all’arrivo, il WSF è un materiale dalla consistenza piuttosto “ruvida”, al tatto può sembrare roccia o un agglomerato di sabbia sottile, sicuramente nulla di simile al pvc o tanto meno al vinile!

Volendo ottenere invece un risultato molto levigato e visto che il silicone trasferisce fedelmente le caratteristiche del materiale che funge da originale, prima di procedere alla realizzazione degli stampi ho voluto provare alcune tecniche per “domare” le asperità del WSF.

La prima cosa che ho realizzato è che la cartavetrata, da sola, non basta. La seconda è che a seconda della direzione di stampa nel modello c’erano dei punti già praticamente perfetti ed altri invece terribilmente scalettati e che quelli scalettati, anche a scartavetrare vigorosamente, non ne volevano sapere di lisciarsi.

Prima di ridurre a colpi di lima le già esili proporzioni di Clara ho deciso di operare in maniera più elegante e di procedere ad una stuccatura a strati.

In pratica, ho iniziato a ricoprire i pezzi con una due mani di primer, poi carteggiavo, poi davo altre due mani di primer, poi ricarteggiavo e via così fino ad un risultato soddisfacente.

Visto che sono prove, ho provato con diversi materiali ed ecco le mie valutazioni:

  1. come primer bisogna usare qualcosa di non troppo sottile, anzi, di piuttosto “corposo”, che vada a tappare per bene i buchi del materiale, tanto, su modelli privi di dettagli come questi, non c’è il rischio di coprire qualcosa. Io ho provato il primer Fine Tamiya Bianco ma è risultato troppo “sottile” per lo scopo (anche se donava una finitura eccellente ^_^). Il primer grigio in bomboletta invece, sempre Tamiya, ha funzionato molto bene ma ancora meglio è stato il primer grigio Tamiya liquido (nel boccettino). Applicandolo a pennello ho potuto abbondare ed usarlo praticamente come stucco nei punti peggiori.
  2. Ho carteggiato il pezzo usando carte di grana diversa nelle varie fasi. All’inizio, con il pezzo ancora non primerato, ho dato una passata generale con la 240, prima asciutta e poi bagnata, sempre con movimenti circolari, per dare una bella sgrossata, ma senza voler ottenere un pezzo già liscio. Poi, una volta applicate le prime mani di primer, ho carteggiato con la 600, sempre bagnata e sempre con movimenti circolari.
  3. I pezzi vanno lavati spesso. Vanno lavati innanzi tutto prima di iniziare il lavoro, poi vanno lavati dopo la prima carteggiatura e vanno lavati tra una carteggiatura di rifinitura e l’altra, prima dell’applicazione dello strato di primer successivo. Io li lavo con acqua e sapone, spazzolando con un vecchio spazzolino da denti.

Ho capito che con questo materiale bisogna avere pazienza e che i risultati si vedono dopo almeno 3 mani di primer, con le relative carteggiature. Il trucco è di carteggiare con mano leggera e movimenti circolari, tenendo sempre bagnata la carta.

Il risultato da ottenere, dopo la prima carteggiatura di sgrossatura, non è quello di asportare altro materiale di base, ma di usare il primer come “tappa pori” asportando ogni volta quasi completamente lo strato di colore, ma facendo in modo che rimanga solo negli avvallamenti.

La foto attualmente non rende giustizia al livello di rifinitura ottenuto, ma conto sul fatto che i risultati si notino una volta che verrà applicato un ultimo strato di primer di finitura… quindi, a più tardi! ^_^

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