Hasegawa Egg Planes: Mitsubishi A6M “Zero”
Che dire, finito lo Zaku e prima di iniziare seriamente l’Hogire di Armored Core mi voglio svagare un po’!
Che dire, finito lo Zaku e prima di iniziare seriamente l’Hogire di Armored Core mi voglio svagare un po’!
Questa sera ho provato a rimediare ad un piccolo incidente occorso alla Royalty Fashion della mia cara amica Idrusa, una ooaker eccezionalmente brava (flickr). La bambola in questione si era fratturata l’articolazione dell’anca, con conseguente distaccamento della gamba destra.
Purtroppo il tipo di frattura e la posizione erano abbastanza antipatici, in quanto lo spazio di manovra era molto limitato e il rischio era di incollare troppo, bloccando l’anca.
Alla fine ho deciso di forare i due pezzi e inserire un perno in ottone, fissato con bicomponente eposiddica 30 minuti e cianoacrilica per plastica, con attivatore.
Il risultato sembra soddisfacente e l’articolazione ha riguadagnato una buona solidità, tanto che la doll rimane in piedi da sola.
Su Utramini’s Anatomy ci sono le foto del passo-passo.
Lo scopo di questo tutorial è di arrivare ad avere uno strumentino pratico e facile da utilizzare. In genere durante la realizzazione di un modello ho due necessità di levigatura: su un area ridotta o su una superfice più ampia. Nel primo caso ho bisogno di un’area abrasiva il più possibile “puntiforme”, mentre nel secondo caso avrei bisogno di un “piano”, simile a quello di una lima. La soluzione cui ho pensato è questo sopporto, ricavato da una semplice mezza molletta, con avvolto attorno un anello di carta vetrata.
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Mi sono costruito uno strumentino per levigare, che mi sta dando tante soddisfazioni. La base di partenza è una mezza molletta da bucato, alla quale ho aggiunto due “sponde” in plasticard, ritagliate e sagomate in modo da essere comode.
La carta vetrata è tagliata in strisce e chiusa ad anello con un paio di punti metallici.
Quando la uso posso levigare sfruttando la punta, per maggiore precisione o la parte inferiore, piatta.
Man mano che la carta si consuma, faccio scorrere l’anello per utilizzarne un pezzo nuovo.
Che ne dite? Prosegui la lettura…
Ho finito il mio Zaku. La gallery con tutte le fasi di lavorazioni è su flickr: http://www.flickr.com/photos/alessino/sets/72157620957195096/
Durante la lavorazione ho usato diverse tecniche, considerando questo modello un po’ come una palestra. E devo dire che di aiuti a capire come gestire un modello ne ho ricevuti molti. Ma andiamo per ordine:
Benchè la colorazione sia molto più divertente (parere personale
), la fase di assemblaggio è fondamentale e richiede la massima attenzione. In questo progetto ho dovuto scontare più di un errore fatto in fase di montaggio e il risultato finale ne ha risentito.
L’incollaggio è la base di ogni modello. Per l’incollaggio ho utilizzato due prodotti, la colla Tamiya tappo Arancio e la colla Tamiya tappo Verde. Entrambe per plastica hanno la caratteristica di “fondere” il materiale e fornire un ottimo incollaggio, a patto di rispettare due regole, usarne la giusta quantità e applicare la giusta pressione. Prosegui la lettura…
Continua il lavoro sullo Zaku II. Dopo alcuni passaggi di drybrush e alcuni lavaggi selettivi, ho aggiunto delle scritte e lo stemma con l’asso di picche sullo scudo. Per realizzarli ho preparato dei mascherini, stampando le immagini che mi servivano, applicando del nastro di carta sulle stampe e ritagliandole con un cutter, seguendo i profili in trasparenza.
Durante la colorazione come prima cosa ho applicato uno strato di lacca per capelli e ho aspettato che si asciugasse, dopo di che ho proceduto a realizzare le scritte con la maschera.
Una volta che il colore era ben asciutto con un pennello intinto nell’acqua tiepida ho ripassato i bordi delle scritte. Così facendo lo strato di lacca per capelli tende a scogliersi, portando via anche lo strato di colore in modo molto realistico.
Ora servono ancora un paio di passaggi di drybrush e lavature e poi è il momento di preparare la base.
IntroduzioneDurante le sessioni di pittura c’è la necessità di cambiare colore, il che richiede di pulire l’aerografo per evitare indesiderate mescolanze di tinte.
Tralasciando la pulizia approfondita dell’aerografo con incluso smontaggio, per passare da un colore all’altro basta di solito una fase di pulizia rapida, che personalmente svolgo in una serie di passaggi che non occupano più di un paio di minuti e che come base utilizza uno spruzzatore e del detergente per vetri a base di ammoniaca. Prosegui la lettura…
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